Postato da thewhitequeen
C'è un tempo di confine che segna il passaggio dall'epoca delle convinzioni, delle credenze, all'impietosa assenza di possibilità, di scampo. È il tempo, quello, in cui ci si scontra con una realtà, che chiamiamo sistema, ridicolizzante fino alla fantascienza, patetica come una telenovela di quarta serie, ingovernabile come i mulini a vento di un Don Quijote che, se potesse vivere nelle parole di chi finge di insegnarlo, a volte, scaglierebbe lance contro gli indecenti e non autorizzati cantastorie di un'avventura troppo malinterpretata.
C'è un'epoca nella vita di ogni uomo o donna onesti in cui si è convinti che gli stratagemmi, i trucchi, le nefandezze, siano per gli altri, che a sé stessi non servano, se si ha la volontà e le capacità. Il primo mulino!
Quando non riesci ad ucciderlo, e da dietro tutti ti gridano "è un mulino, non è con le tue armi che lo sconfiggerai" allora scendi dal tuo cavallo e accetti di camminare nel primo compromesso.
Sei dentro. Dio ti protegga!
il cammino è costellato di imbecilli che pretendono di raccontarti la storia a modo loro e che la realtà smaschera con la sua impudicizia, denudandoli e rivelando l'inettitudine della loro incompiutezza che, per un mentore, sta nel non avere nulla da insegnarti, sta nell'essere più piccino dell'esempio negativo che ti porta come luogo comune, sta nell'assenza di parole da dire, da scrivere.
E allora scappa, perchè gli inetti hanno sempre troppo da fare, come si dice, se è vero che la madre degli imbecilli è sempre incinta, i suoi tanti figli fanno mille cose e sono dovunque, sempre troppo indaffarati per affaccendarsi in cose serie e semplici.
In uno stato che lo permette, lo autorizza, lo sottoscrive, lo celebra.
L'IMBECILLITÀ È CELEBRATA. LA POCHEZZA È IL VERO VANTO, L'ATTITUDINE AUTO REFERENZIALE IL SOLO TRAGUARDO PER LA MEDIOCRITÀ ESPOSTA.
Di questo vive parte del mondo che dovrebbe crescere menti. Si nutre della volontà di chi cerca la propria strada, di chi chiede, con umiltà (che uomini Saggi insegnano essere la prima delle qualità in un uomo di ricerca) che gli si insegni (o non è questo il mestiere dell' INSEGNANTE) a crescere, a ricercare, a sperimentare, a dire.
Iniziare a camminare, si sa, porta cadute, all'inizio, ma sull' Olimpo putrescente di chi ha dimenticato l'umiltà e ha così perso il ruolo di ricercatore e ha sbrandellato quello di mentore, l'imperfezione è una colpa, la fase dell'apprendimento è la fase dello sfruttamento o del silenzio. La ricerca non è finalizzata a trovare nuovi sistemi per abbattere il mulino a vento, ma finanziamenti per farne costruire uno grande e bello che, abbagliando con la sua magnificenza e serrando la vista, dalle finestre finte, impedisca di ricordare che la meta era un altro mulino a vento.
E allora ecco un vivaio di Sancho Panza lobotomizzati dalla caricatura cattiva di un Don Quijote ridotto alla beffa di sé. E se questo Quijote cattivo vince, dopo appena mezzo capitolo, paralizzando il racconto arroccato nel suo ignorante mulino prezioso, allora sì, il vero Quijote lotterà sempre contro i mulini a vento, e lo farà da solo, deriso da chi ha scelto di far diversamente.
La miseria a cui questo sistema vorace di ego last-minute, strabordanti di sé ci condanna quotidianamente è la battaglia personale senza speranza di vittoria di chi si impegna e viene deriso.
Qualcuno, poche settimane fa, ha lodato un cervello in fuga, scappato dal microcosmo in cui ho gravitato fino a ieri, quel qualcuno che è precisamente la persona preposta allo sviluppo del microcosmo, ha lodato la fuoriuscita di un membro potenzialmente ricchissimo e non ha guardato, né conosce, i cervelli che scalpitano per restare, non sa i nomi, impegnata com'è a riempirsi la bocca con quelli che ha messo in fuga e di cui si attribuisce merito.
C'è da rimanere stupiti a guardare la lordura che non sta sui pavimenti o nei cessi delle nostre strutture, ma che ne avvolge le persone e le paralizza.
C'è di che temere se il vivaista è invidioso del potenziale delle proprie stesse piante e le avvelena quotidianamente, le fa crescere in serre minuscole e soffocanti, aspettando che muoiano.
Per fortuna ci rimane la fuga, anche se i cervelli non sono quelli di un Nobel, ma ci conviene proteggere l'intelligenza normale dal dilagare della stupidità, dall'aggressività della mediocrità, dall'impoverimento dell'essere pensante, dalla falsa bontà e dalle imitazioni di Quijote che non combattono più contro i mulini a vento, né sono eroi di un'avventura, ma sono ricchi nobili dal titolo comprato rinchiusi nella torre muta della loro imbecillità fermi al primo paragrafo di un'avventura di cui nessuno parlerà mai.
Postato alle 02:48 del lunedì, 14 aprile 2008
Postato da thewhitequeen
gentili amici, il ritorno dopo tutto questo tempo è dovuto all'avvenuta liberazione da un vincolo che, ultimamente, aveva obnubilato la voglia di raccontare...
ma sono tornata...titolata. Ora che sono DOTTORE DI RICERCA, dovrei forse intuire di aver appreso lo scibile in tema di ricerca (nel mio caso letteraria), stesura di testi e contributi alla comunità scientifica, nonché della materia oggetto del mio studio.
In parte è così e per questo ringrazierò sempre chi mi ha condotta per mano anche se lontana km e km da casa, per le strade che ha deciso di mostrarmi, ma c'è un aspetto più divertente, una faccia della medaglia da raccontare... IL MIO PERCORSO.
Come vi sia capitata in quella che per Dante sarebbe stata una selva abbastanza oscura, ma con spiragli di luce, credo che sia un capitolo degno di nota, ma più interessante è sicuramente il contorno faunistico- floreale, ed è questo che descriverò...in questa puntata.
...Se normalmente una certa vocazione ci indica la strada da seguire per trovare il lavoro dei sogni, nel caso dei dottorandi, si aggiunge un'inconsapevole vocazione al martirio, che ti farà pensare anche nei momenti di sommo scoglionamento, di avere delle carte per salvare quel mondo putrescente...l'università è il tuo malato di lebbra e tu ti senti un po' Madre Teresa, benché conscio che il tuo sforzo sia una goccia nell'oceano, senti che sia utile e, infondo infondo, in quell'oceano ci vuoi proprio stare...
Il dottorando è una specie che comprende, al suo interno, varietà molteplici. La sottospecie più diffusa è il DOTTORANDO APPIATTITO, colui il quale, a forza di tanto strisciare sotto le porte dei professori, di fare fotocopie, di chinare il capo ad ogni comando del superiore, come buona gavetta impone, ha ridotto il suo corpo e la sua mente alla fotocopia impoverita del pensiero di 6a generazione del professore al quale è affiliato, il DOTTORANDO APPIATTITO veste alla maniera consona, con immacolata audacia, non dice mai di no ed è sempre, tenacemente,instancabilmente, inspiegabilmente d'accordo con il professore. È colui il quale riceve il maggior numero di elogi e che cammina impettito e sorridente davanti ai suoi simili. È dotato di falsa complicità e comprensione. Mette il suo talento, ove presente, a totale servizio del professore che non esiterà a raccoglierne i meriti.
La seconda sottospecie, diffusa nelle zone a bassa disponibilità economica e ad alto concentrato di incompetenza è il DOTTORANDO GOBBO. La gobba è causata da un adattamento naturale alle condizioni cui è esposto. Il dottorando gobbo si muove con difficoltà all'interno della facoltà ed ha evidenti difficoltà a prostrarsi a servigi cui lascia volentieri presiedere il dottorando appiattito. Si incurva sotto il peso dell'incurante ignoranza che lo circonda e dal quale la sua cultura desiderosa di alimento, non trarrà alcun vantaggio. La gobba del DOTTORANDO GOBBO, tuttavia, non è solo la classica gobba sulla spalla, è pure un rigonfiamento curvilineo alla base della fronte, tra gli occhi. A causa delle condizioni ambientali che mal sopporta ed alla vicinanza con l'insidioso DOTTORANDO APPIATTITO assume, sin dalla sua creazione, un atteggiamento del viso contratto e sospettoso, un misto tra il diffidente e l'infastidito. la fronte corrugata senza sosta è la causa della formazione di questa gobba.
La sua bocca è enorme, a causa delle urla che emette di continuo. La schiena, a seconda dell'esemplare, ha una corazza più o meno sviluppata. Quelli che non sviluppano la corazza, raramente resistono all'attacco dei DOTTORANDI APPIATTITI o degli altri esseri che popolano il dipartimento.
Il DOTTORANDO A MARTELLO,infine, riunisce le caratteristiche del DOTTORANDO GOBBO con la variante di un martello nelle periferie degli arti superiori per scuotere, sbattere, abbattere alla ricerca del compenso per il proprio lavoro.
Per contratto, infatti, nonostante il primo articolo della Costituzione Italiana, chiarisca il ruolo sociale fondamentale del lavoro - ove per lavoro si intende lo svolgimento di una attività di pubblica o privata utilità che preveda un compenso in cambio- il DOTTORANDO A MARTELLO svolge un'attività lavorativa pubblicamente riconosciuta, di pubblica utilità per il bene del prossimo e la gloria personale. Deve pertanto provvedere al proprio sostentamento (oltre che alla propria sopravvivenza) cercando altrove delle risorse, mentre il suo lavoro viene, ovviamente, utilizzato-quando gli viene permesso di esercitare davvero un'attività che vada al di là del lavoro di segreteria-dal dipartimento che ne assume gli onori e ne stigmatizza gli orrori.
...alla prossima puntata, ancora con la Flora e la Fauna del fantastico mondo del ...DIPARTIMENTO...un abisso di sorprese...
Postato alle 02:24 del martedì, 01 aprile 2008
Postato da thewhitequeen
..e i miei pensieri mattutini
disordinati come i capelli del risveglio
se li ruba una tazza di caffè
dopo la più immacolata delle mie notti beresi
Quando il pensiero e il coraggio
hanno sfrondado la mia vita
dei rami secchi della paura e dell'ansia.
respiro, adesso.
la città in disordine,
il caos di un concerto
nel fiume in piena di strade allegre
la mia città sorrideva, ieri sera.
ἀγορά
con i profumi e i piedi pestati
...e una pizza, sbaranata sul mare
aggrappata a un lampione...
forse ieri sera, in segreto e silenzio
forse...
ho amato la mia città
Postato alle 16:46 del domenica, 30 settembre 2007
Postato da thewhitequeen
la lontananza e lo spazio sono deliri del tempo. Solo inutili deliri di un tempo stupido che devi impiegare per coprirle, le distanze.
ma noi siamo oltre. in mezzo, in congiunzione.fattucchiere con scope per volare
Citando Rimbaud: "ho steso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella e danzo"...(citando me) ...nel mezzo tendo le mani a voi.
ALLE MIE AMICHE SPARSE PER IL MONDO
Postato alle 18:45 del giovedì, 20 settembre 2007
Postato da thewhitequeen
Una casa bianca. una casa variopinta. una casa qualsiasi.
Silenzio.
Pazienza.
Attesa.
Amore.
Capelli.
Oro.
un letto sfatto, al mattino un fiore insieme alla colazione.
...o un sorriso...
marmellata.
latte
caffè.
Scrivo del mattino la sera prima, per crederci. Per prometterlo.
E' sera.
E' notte.
Lenzuola.
Pazienza.
Attesa.
Amore.
Argento.
Sarò sempre quella che sono.
Sorda
Impaziente
Urlante
Isterica
Fedele
Decorata
Faccio silenzio, adesso. Ti prometto che sarò buona. Ti prometto che farò la brava.
Ti prometto che strillerò, batterò i piedi e aspetterò fiduciosa, con i miei anelli.
Per non cambiare. Come Promesso.
Sono il giorno: buongiorno. La colazione
Sono la sera: buonanotte: la cena e il letto.
Postato alle 22:00 del martedì, 28 agosto 2007
Postato da thewhitequeen
vi scrivo da un posto misterioso..molto "mio" con la legittimità che mi concedo..
ho un rapporto morbso con i luoghi. mi entrano sotto pelle, si incastrano nella memoria e non escono più...tiranni, i luoghi. Meravigliosi tiranni.
leggo le mie compagne di viaggio, le leggo cariche di bagagli che non si sono esauriti con la conclusione del viaggio, le trovo cariche di valigie e rotelle per trasportare meglio leloro vite nei transiti, con più facilità...(e se si rompe il manico della valigia, amica, non ti preoccupare, gli amici ti aiutano a portarlo, il tuo bagaglio...)
Buon viaggio a tutti, ora che l'estate finisce e gli spostamenti riavvolgono il nastro, ora che i ritorni inaugurano il viaggio più lungo, quello vero, eccitante, attraverso la quotidianità e la parte più dura e ferma di noi stessi...
Viaggiare dovunque, se non si comincia da sè stessi, non ci si muoverà mai.
la valigia è una condizione esistenziale. e non vuol dire instabilità (questo l'ho capito, di me, e l'ho accettato) ma solo curiosa mobilità.
BUON VIAGGIO OGNI GIORNO
Postato alle 12:29 del sabato, 25 agosto 2007
Postato da thewhitequeen
La pioggia, le amiche, gli amici, Monaco (grazie Nico), Berlino (grazie Fra), gente di mezzo mondo al nostro tavolo, ancora pioggia, pioggia, poi un po' di sole, risate assai, TANTA L'UNA LA RISATA...
foto, filmini...insomma, roba di vacanza...
domani torniamo, tra qualche giorno i dettagli.
..intanto i ringraziamenti e la felicità che lascia una vacanza, come una striscia colorata...come la scia dell'aereo...come la scia di una lumaca...come....boh, unsacco di cose... ciao ciao
Postato alle 20:21 del mercoledì, 15 agosto 2007
Postato da thewhitequeen
Nemmeno una fattucchiera, una strega, una maga, avrebbe potuto teorizzare tanta nazionale decadenza.
Corone, bilionari e veline svelate regnano e governano molto più di qualsiasi democrazia o democratica monarchia... e si perchè facendomi un giro nella mia ridente, amata/odiata, eterna -e zeppa di ricordi- Rosa Marina (ovvero l'isola che non c'è...se non nei ricordi illusori di quando ero piccola) scopro che il gioco dell'oca, ovvero girotondo intorno al solo neurone rimasto, è partito alla grande.
Le povere stradelle del villaggio carinissimo stuprate dalla barbarica (pacchianissima) possenza di suv sovradimensionati...e no, perchè per fare 600 metri il suv è necessario, soprattutto per parcheggiarlo vicino al mare, che la strada è ostica...
Ragazzine e ragazzini che ricalcano fedelmente le orme dei vari Briatori e Gregoraci con sguardi persi nel vuoto cosmico del nulla vorticoso dei loro cervelli...
insomma, mi sembrava di camminare nelle pagine di un giornaletto di gossip, non mi stupirei se si organizzasse una bella serata con Corona ospite d'onore...no, magari lui non potrebbe venire, starebbe in costa smeralda con gli originali, le brutte copie si accontenterebbero delle sue mutande, delicatamente posate, tra petali e telecamere, sul trono chiesto in prestito a maria de filippi.
Postato alle 10:56 del giovedì, 02 agosto 2007
Postato da thewhitequeen
pido perdón por todas las culpas
las que se ven y las escondidas
pido perdón por las mentiras
sobre la vida perfecta
sobre la idea más correcta
pido perdón
por las veces que he dicho
"si fuera tú, haría así..."
por los consejos que no tienen reflejo
en el espejo ya roto
de los días de mi vida
pido perdón
por haber sido sierpe
por haber sido veneno
por haber sido mentira
pido perdón
y confieso...
confieso ser yo
una mancha, pensamiento y pecado
un dibujo sin forma
todos los personajes del cuento
confieso ser yo
y ya no diré
"en tu lugar.."
Postato alle 19:59 del mercoledì, 01 agosto 2007
Postato da thewhitequeen
e la partenza si lancia come l'ombra di una luce imprevista sulla recente scultura.
Sulla ceramica che ho appena lavorato, modellato, che ho preso tra le mani e alla quale ho dato forma piano, piano, facendola passare trale dita, cercando di farla assomigliare a quello che ho in mente, il più possibile.
E la scultura, ancora morbida, di quelle opere che, perfettibili, starei lì a guardare da mattina a sera, e che ancora lavoreremmo ogni notte, in silenzio, ora devo poggiarla, lasciarla all'invasione della mia assenza.
Sperare che al ritorno sia ancora così come l'ho creata, magari solida, finalmente più dura.
sperando che non si deformi, mentre le mie mani non possano difenderla,
che non si accasci, nel tempo in cui il mio rapido intervento non possa sostenerla
che non si spacchi, quando il mio occhio vigile non possa controllarla...
la vita sembra sempre una creatura troppo fragile...
Postato alle 12:21 del martedì, 31 luglio 2007
Postato da thewhitequeen
ronzavo e li ho visti...quasi quasi ho avuto voglia di essere silenziosa...
ronzavo rumorosa, fastidiosa, come il mio lavoro richiede, annunciandomi e precipitandomi su corpi indifesi e scoperti nel caldo torrido di un'estate meridionale e rossa di sole.
ronzavo così forte che un motorino truccato nn mi avrebbe superata in rumore. Sono orgogliosamente fastidiosa, mi diverto a vedere mani assonnate e incoscienti che si agitano per allonatanare il rumore e la minaccia senza nemmeno guardare, mani isteriche per il disturbo della quiete...
Bene, questi erano due... non uno ma ben due i corpi posati su un lenzuolo azzurro.
Due come un'unica distesa di carne, pacifica, quieta...direi...si acquietati da un soprannaturale benessere diffuso...
Gli sguardi fissi l'uno nell'altro...sotto le palpebre chiuse...si guardano, si osservano nel sonno.
Entro nei loro sonni, da un orecchio piano mi calo nel loro incontro notturno. Ne esco spossata e confusa.
li lascio...senza nemmeno una puntura...che gusto ci sarebbe, nemmeno se ne accorgerebbero...
e il lenzuolo, come un'onda mi travolge, mentre un braccio si sposta per avvinghiarsi al corpo immobile che gli sta accanto...
..precipito...
Postato alle 19:26 del venerdì, 20 luglio 2007
Postato da thewhitequeen
mira si te tengo amó,
beneno que tú me dieras,
beneno tomara yo.
(cante por soleá
colección de cantes flamencos)
jarme con los ojos señas:
que en argunas ocasiones
los ojos sirben e lengua.
(cante por soleá
colección de cantes flamencos)
Postato alle 11:29 del sabato, 14 luglio 2007
Postato da thewhitequeenmás cosas
en el vacío de todo
más cosas caben...
yo soy el vacío, yo soy el espacio
en mí ¿sabes?
Caben las cosas
y las miro...sin escuchar
y las escucho...sin mirarlas
…que.. ¿por qué?
como las horas que me empujan
y siempre
siempre...siempre...silenciosamente
siempre…
espera, ahora lo digo
¡ anda mujer, habla! Por Dios
Nunca te diré la verdad
Espera….espera…
Espera…sigue esperando
Espera…
una eternidad más…
Ya llegaré…espera.
I can’t go on waiting
Godot has just left
He came, actually…
But he left…
Pero, no…
No le creas
He didn’t took a step.
Now, please…
Rest
And let all the time
To fill your mind
Descansa, ahora.
Aquí…callate, descansa.
Luego, luego habrá tiempo
para vivir.
Postato alle 11:20 del martedì, 26 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
Fattucchiera senza sortilegi...
ma con un senso magico incredibile.
la magia va nascosta!
la magia si tiene chiusa nella notte come in un cassetto segreto, qualsiasi magia sia...e si consuma...e non si dice...
non è la fattucchiera ad essere cattiva, non è la magia a essere pericolosa, è la realtà che è inquisitoria, è la normalità ad essere assassina...così in questo piccolo spazio che è la realtà ci si ritaglia un po' di posto magico, qualche ora rubata...se ne scrive...si scrive...si rotola via con i minuti inseguendo quell'attimo che se n'è appena andato, cercando di allacciarlo, con improbabili corde, al successivo...si scivola tra una sensazione e l'altra, come dentro un fiume e ci si fa trasportare, come da corrente rapida oppure da lenti flussi...
magia vuol dire sapore... le cose, i pensieri, ogni parola ha sapore e una fattucchiera che deve fare, se non congegnare sapori di parole e pensieri e renderli commestibili anche laddove gli accostamenti improbabili fanno storcere il naso...
ma la magia non è per tutti...
la fattucchiera ha questo snobismo di pensiero, e si tiene gelosamente stretti al petto i suoi incantesimi.
Ognuno ha i suoi.
Oggi la fattucchiera è felice.
Postato alle 10:57 del martedì, 26 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
I 28 anni mi hanno punto un piede con un rovo che si è infilato nella mia scarpa...al buio...panico:
è solo un rovo:
ho un rovo attaccato al piede e uno al cervello
ho il mare negli occhi
sipario dei miei 28 anni. Protagonisti principali: amici, sangria, vino, birra, focaccia e torta...
ho una luna in testa e le candele intorno.
...sulle candele il vento ci ha soffiato giusto in tempo...
rovi, candele, amici e vino.
Inizia la prima settimana di quest'anno di 28... sorridendo di caldo e sole
buon lunedì
Postato alle 11:24 del lunedì, 25 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
Una preghiera, un pensiero
un pensiero per un evento di un mese e un giorno fa, che ha tolto a questa città qualcosa di prezioso.
Una specie di preghiera, per chi prega; un pensiero, per chi pensa; a me fa venire in mente solo il desiderio di salutarlo e salutare chi, con lui, sicuramente lassù sta facendo un po' di musica! un pensiero è per Mimmo, l'atro pensiero è a Marcolino.
A voi. i baci e i saluti.
Postato alle 16:08 del martedì, 19 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
I risvegli non possono essere sempre agitati come i capitoni nella pentola la sera della vigilia di natale...(come sono folk...ommioddio) e-/o-ppure si... lo sono
Sulla mia testa, dunque, non i serpenti di Medusa, ma come Gorgone alternativa, i capitoni isterici in attesa di essere cucinati...
...e dire che il pesce mi fa pure schifo... beffarda sorte!
Bene con questa kafkiana immagine di me, capita(o)nata da risvegli inquieti, mi attrezzo durante la giornata.
Mi alzo dal pc dove arranca la scrittura di un dovere (per dovere) e, passando dal solito, impietoso specchio scorgo il riflesso delle mie abbaglianti occhiaie...
Questi capitoni inquieti cominciano a puzzare, se solo potessi estirparli!
Ma sono unita a loro nell'insopportabile turbine dell'attesa.
E così buffamente dipinta mi appresto ad onorare un premuroso amico che, forse alla vista (che agli amici non sfugge) di occhiaie e capitoni, vuole sottopormi pretendenti potenziali...e sconosciuti ignari di quelle incredibili visioni...
Va bè, dopotutto scopro che i capitoni si lasciano (sebbene per pochi istanti) rapprendere docilmente in una coda, un tuppo, qualcosa che ne mimetizzi la presenza tra le normali idee sconclusionate...
...ed esco... se mi incontrate non vedrete che i miei meravigliosamente lisci capelli ormai castani!
Ah, quant' è difficile fare magie!
Postato alle 20:28 del lunedì, 18 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
Un pensiero per ogni minuto. Un pensiero al minuto. Un pensiero ad ogni minuto. Un pensiero minuto. Un minuto, un pensiero: respiro.
Respiro e poi ancora un pensiero. Respiro un pensiero. Un pensiero di un respiro. Un pensiero ad ogni respiro. Respiro al pensiero: notte
Notte di respiro. Notte di pensiero. Respiro un pensiero di notte. Penso a una notte di respiri. Respiro di notte. Notte senza respiro. Notte di notte senza respiro nè pensiero.
Postato alle 12:08 del lunedì, 18 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
Espressione dell'inespressa espressività della mia mattutina finesettimanale espressione del viso: non mi esprimo!
un'idea sudaticcia ed obesa troneggia sul mio letto e governa la post-coscienza della ritrovata (in-)coscienza mattutina...
non riesco a buttarla fuori.
E' pazza, urla, mi tormenta. Che cazzo me ne faccio di un'idea così?
(...è arrivato l'arrotino...)
discutibile indiscutibilità di una discutibile discussione sulla discutibilità di talune decisioni...
sto per assassinare l'obesa idea che mi occupa il letto.
¡espérame, llegaré!
I will. I promise.
mentre una babilonia di immagini si riproduce nella mia mente, dannata, por supuesto, in attesa della promozione:
le immagini, di peccati e peccatori, attendono in ordinata fila d'eventi, a coppie di due (amandosi, per ingannare l'attesa)
il passaggio a legittime azioni.
Amen
Postato alle 11:05 del sabato, 16 giugno 2007
Postato da thewhitequeen
Ho comprato una collana di peperoncini rossi
la smonterò
ne farò un anello, degli orecchini
Sono di vetro: si romperanno
Sono rossi, sono piccanti
Ho una collana di peperoncini piccanti
non credete a chi dice che sono cornetti portafortuna
sono peperoncini, indiscutibilmente!
ho peperoncini rossi piccanti che mi ballano davanti agli occhi
ed è estate.
Voglio dirtelo, perchè lo ricordi bene
E' ESTATE!
Ho un'immagine di peperoncini rossi piccanti
appesi al muro di una cucina...
poi di un'altra che non ho visto
una casa al mare
le pareti bianche
le stanze vuote
le stanze risonanti di voci
di nomi che si rincorrono
nomi che giocano a nascondino
Mi vedi?
Sono qua!
Ho un peperoncino rosso piccante appeso al collo.
Postato alle 13:23 del venerdì, 15 giugno 2007